giovedì 23 gennaio 2014 (ore 21) – Auditorium Gazzoli • TERNI

NICKY NICOLAI & STEFANO DI BATTISTA JAZZ QUARTET
“MILLE BOLLE BLU”

NICKY NICOLAI, voce   STEFANO DI BATTISTA, sassofono
ANDREA REA, pianoforte   DANIELE SORRENTINO, contrabbasso   ROBERTO PISTOLESI, batteria

NICKY NICOLAI & STEFANO DI BATTISTA JAZZ QUARTET MILLE BOLLE BLU

Gli anni d’oro della musica italiana e internazionale reinterpretati in chiave swing e jazz da un Duo d’eccezione.
Da “Se stasera sono qui” a “Non gioco più”, da “Se telefonando…” a “Che sarà” fino a “All my loving” e “Smoke on the water” e molti altri ancora… L’inconfondibile voce di Nicky Nicolai e l’estro creativo del sax di Stefano Di Battista, accompagnati da uno straordinario Trio Jazz, ci fanno rivivere i grandi successi italiani e internazionali degli anni ’60 e ’70, reinterpretandoli in una nuova chiave swing e jazz. “Mille bolle blu”, il passato che non è mai passato.

NICKY NICOLAI
Nicky Nicolai nasce a Roma da genitori estranei all’ambiente artistico e di origini abruzzesi. L’amore per la musica le fa interrompere gli studi di Veterinaria e la spinge a cantare nei cori di amici musicisti.
Nel 1991 frequenta i corsi di recitazione di Beatrice Bracco per l’applicazione del metodo Stanislawski al canto e all’uso del corpo sul palcoscenico. Nel 1992 si iscrive al Conservatorio “Piccinni” di Bari e studia Canto Lirico con Lucia Vinardi conseguendo il diploma di canto nel 1999.
Nel 1996 entra nel cast del musical “La bella e la bestia” con la regia di Luciano Cannito, e nel 1998 di quello de “La Cenerentola” con la regia di Gianluca Cucchiara.
Nel 2001 compone con Stefano Di Battista il brano “Roma…io senza te” per un video musicale voluto da Walter Veltroni. Nel 2002 partecipa alla Rassegna “Le Signore del Jazz” del Teatro dell’Opera di Roma a fianco di Ada Montellanico, Maria Pia De Vito, Barbara Casini e Karin Schmidt con belle cover di “Ill wind”, “Answer me” e “E se domani”.
Il suo primo album, TUTTO PASSA, esce nel marzo 2004 su etichetta Virgin. Con il marito Stefano di Battista partecipa al Festival di Sanremo 2005, ritornandovi da sola l’anno seguente. Il brano portato in gara, “Lei ha la notte”, è contenuto nel secondo disco L’ALTALENA, che esce per la Sony/BMG, e contiene collaborazioni con Giovanni Allevi e Jovanotti, che firmano “Il valzer del nostro amore”, Bruno Lauzi, Mario Venuti, Bungaro, Mario Pennino. Torna al Festival nel 2009, assieme al marito Stefano di Battista con il brano “Più sole”.
Nel 2010 riceve il “Premio Mia Martini”.

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www.stefanodibattista.eu

 

giovedì 6 febbraio 2014 (ore 21) – Auditorium GazzoliTERNI

MOUNTAIN MEN
“NOTHING ZERO NONE”

MR MAT, voce, chitarre, stompbox   MR IANO, armonica, voce

MOUNTAIN MEN NOTHING ZERO NONE

Sono stati il fenomeno musicale dell’anno 2013. La scorsa stagione, in anteprima assoluta per l’Italia, I Mountain Men hanno letteralmente fatto impazzire il pubblico dell’Auditorium Gazzoli, con uno spettacolo che è andato ben oltre il semplice concerto. Una performance live segnata dalla grande musica, in cui la coppia “blues”, formata da Mr Iano e Mr Mat, ha saputo stupire, entusiasmare e coinvolgere, dando vita a un vero e proprio evento. La fama che ne è seguita spinge oggi Visioninmusica ad accontentare la grande richiesta, giunta da ogni parte del Centro Italia, di riascoltare, questa volta in esclusiva regionale, I Mountain Men anche nel corso della stagione 2014.

MOUNTAIN MEN
Nel 2009, la realizzazione di “Spring time coming” ha fatto scalpore nel mondo internazionale del Blues. Grazie a questo primo album il duo è stato nominato agli “Awards of the Blues Foundation of Menphis”; ha ricevuto il premio speciale del Cognac Blues Passion Festival e ha portato il suo show in tutto il mondo.
Partendo da Chartreuse Mountains, vicino a Grenoble, Mr. Mat e Mr. Iano fanno ballare il pubblico negli USA, in Turchia, in Quebec, in Croazia, in Svezia, in Burkina Faso, ecc… In Francia, il successo è davvero spettacolare: vendere più di 15.000 album è oggi un vero e proprio exploit, ma riuscire a farlo senza alcun aiuto da parte dei media è una vera impresa! Una prodezza realizzata grazie al “passaparola” e costruito nei più di 300 concerti realizzati dal duo. Va detto inoltre che durante il concerto, lo scambio tra “Mountain Men” e il loro pubblico è davvero straordinario.
Trasportati dalla voce inebriante di Mr. Mat e dai voli di armonica di Mr. Iano, il ritmo e le emozioni vanno di pari passo durante tutto il concerto. L’originale e indiscutibile carisma di questi due personaggi ci conduce con entusiasmo, tra risate ed emozioni, attraverso una festa piena di energia comunicativa. In ogni occasione il pubblico dimostra il suo calore, riservando lunghe ed entusiaste ovazioni durante i più famosi festival come il “Jazz à Vienne”, Nancy Jazz Pulsation, o nelle mitiche sale da concerto come l’Olympia, il New Morning o Transbordeur.
Ora è con “Hope”, il secondo album, che il gruppo continua a vivere la sua avventura. Anche se non si perdono le radici blues del duo, presenti in ogni parte del disco, c’è qualcosa di più a trasportarci lontano nei tredici titoli del disco. Blues? Rock? Pop-Folk? Le etichette non sono importanti per i Mountain Men: qui stiamo parlando di musica, di vera buona musica. Dalle nuove composizioni risulta più che chiaro che la qualità degli arrangiamenti e la raffinatezza del suono crescono sempre di più. Dalle prime note di armonica, ai primi accordi di chitarra, ci rendiamo conto di non ascoltare una produzione che si può dimenticare in fretta, ma una creazione piena di vita, fatta con il cuore e con la testa, dove è possibile sentire l’anima vera dei due musicisti.
“Hope” rappresenta solo l’inizio di un nuovo capitolo dell’avventura di questo incredibile duo, un nuovo capitolo pieno di “speranza”…

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www.mountain-men.fr

 

giovedì 20 febbraio 2014 (ore 21) – Auditorium GazzoliTERNI

GET THE BLESSING
“LOPE & ANTILOPE”

CLIVE DEAMER, batteria   JIM BARR, basso
PETE JUDGE, tromba   JAKE MCMURCHIE, sassofono

GET THE BLESSING LOPE & ANTILOPE

“La band più originale ed eccitante della scena britannica del momento” secondo Jazzwise Magazine, nasce a Bristol per un’idea della sezione ritmica delle leggende del trip-hop Portishead: Jim Barr al basso e Clive Deamer, da qualche anno turnista con i Radiohead, alle pelli. I Get The Blessing si completano con i fiati e l’elettronica del sassofonista Jake McMurchie e del trombettista Pete Judge.
Il loro disco di debutto, “All is Yes” (2008), ha fatto scalpore per aver vinto con merito un BBC Jazz Awards, nonostante il jazz sia solo una delle tante influenze della band.
Il minimo comune denominatore è la passione per il genio di Ornette Coleman, ma non solo. Definirli jazz non basta, i GTB trascendono dalle facili catalogazioni mischiando le loro influenze per un sound che rimane unico. Il risultato “è un quadro di Jackson Pollock, è un esplodere di ritmi e colori” La Repubblica. E quindi la cosa migliore è semplicemente ascoltarli, assaporando la qualità estetica di una band che riesce a fare musica per nulla difficile pur essendo tutt’altro che semplice.
Il secondo album Bug in Amber conferma le premesse del precedente: un base ritmica precisa e solida che si presta spesso a dialogare con i fiati per un risultato che ha mandato in visibilio la stampa britannica: BBC Music Magazine prevede …questa uscita ricaricherà certamente il mondo del jazz… l’Indipendent esclama …i pesi massimi della scena jazz contemporanea… il Guardian, più britannicamente compassato, commenta …un esperimento di incrocio tra i generi davvero vario e inventivo…
Il terzo capitolo della loro carriera vede la luce nel marzo del 2012 con lo splendido OCDC, che tra un’ospitata e l’altra (l’immenso Robert Wyatt e il chitarrista dei Portishead Adrian Utley) ha visto la band proiettata in un tour senza fine che li ha visti protagonisti nel vecchio continente sui principali palchi dei club e festival più prestigiosi, ma anche un tour di 10 date e tanti chilometri in USA e Canada.
Il disco viene acclamato dalla critica come un capolavoro per la definitiva consacrazione del quartetto.
Con il nuovo Lope & Antilope, i Get The Blessing continuano a creare quelle atmosfere uniche “per essere trasportati in una dimensione ultramusicale dove hanno diritto di cittadinanza solo le emozioni scatenate da un richiamo che sembra trascendere la realtà.” (All About Jazz Italia).
…i GTB imbrigliano rock e jazz con inflessibile forza… – Time Out

GET THE BLESSING
Jim Barr (basso) è uno dei principali protagonisti della scena trip hop di Bristol, bassista dei Portishead, e richiestissimo session man, ha registrato, tra gli altri, con Peter Gabriel.
Clive Deamer (batteria e voce) oltre a essere il batterista dei Portishead e dei Reprazent di Roni Size, è stato in tour con Radiohead (vogliono copiare il sound dei GTB commentò sorridendo Jim Barr quando Clive fu da loro chiamato), Jeff Beck, Alison Moyet e Siouxsie. È stato membro degli Strange Sensation di Robert Plant.
Jake McMurchie (sassofono) è un musicista di formazione jazz attivo sia come leader di suoi gruppi che come sideman. Ha registrato con Portishead e National Youth Jazz Orchestra.
Pete Judge (tromba) è un compositore di colonne sonore oltre che jazzista e cultore della musica sperimentale, fa parte del trio Three Cane Whale con Alex Vann degli Spiro e Paul Bradley dei Me.

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www.theblessing.co.uk

 

venerdì 7 marzo 2014 (ore 21) – Auditorium GazzoliTERNI

RIMBAMBAND
“IL SOL CI HA DATO ALLA TESTA”

RAFFAELLO TULLO, voce e percussioni   RENATO CIARDO, batteria
VITTORIO BRUNO, contrabbasso   FRANCESCO PAGLIARULO, pianoforte   NICOLÒ PANTALEO, sax, bombardino, tromba

RIMBAMBAND IL SOL CI HA DATO ALLA TESTA

Un sassofonista rubato alla banda di paese, un contrabbassista stralunato, un pianista virtuoso, un batterista rompiscatole, un capobanda: la Rimbamband.
Cinque musicisti, un pò suonati, ma straordinari, che incantano, creano, illudono, emozionano, demistificano, provocano… giocano. E così il reale si fa surreale, l’impossibile diventa possibile, il possibile improbabile, in uno spettacolo che, grazie alla musica, viaggia anche al di là di essa, in una dimensione nuova, inesplorata, dove la musica stessa si dilata: si ascolta come fosse un concerto e si guarda come fosse un varietà.
Durante il viaggio si incontrano tanti maestri, da Buscaglione a Carosone ed Arigliano (e ci sorprenderemo nel trovarli quanto mai simili a Mozart e Rossini), si scoprono con piacere i suoni della danza, ma soprattutto si vive l’incanto di ritrovare il proprio fanciullo perduto.
Questo è lo spettacolo della Rimbamband, uno spettacolo fuori dai canoni convenzionali, oltre le righe, anzi … senza righe, nel quale la sola certezza è che cinque impeccabili suonatori riusciranno ad assurgere ad esilaranti suonattori.

RIMBAMBAND
Insieme dal 2006, da bravi pestiferi e loschi figuri mixiamo tutti i linguaggi possibili dell’arte e dello spettacolo. Musica, mimo, clown, tip tap, teatro di figura, rumorismo, fantasia teatrale, parodie. Il tutto shakerato con un ritmo comico incalzante e servito con energia travolgente.
Uno è Raffaello Tullo: ha la capa pelata, balla il tip tap, suona, canta. Chiamatelo capobanda.
Poi c’è Renato Ciardo: suona una strana batteria, ha una testa enorme, uno spiccato accento barese ed una storia d’amore segreta (mica tanto) con Tony Dallara.
E che dire di Vittorio Bruno? Suona il contrabbasso ma non ha ancora ben capito chi è e da dove viene. Anima swing come poche, stralunato a volte, osservatore raffinatissimo altre.
C’è anche un sassofonista: pensate che è ancora convinto di suonare nella banda di Capurso. È Nicolò Pantaleo, anima talentuosa, gentile, matematica, quadrata.
E poi c’è “il rosso”, Francesco Pagliarulo: anima delicata, fragile e onesta, con il ragtime nelle vene. Il pianista virtuoso, “cocco” del capo.
La Rimbamband, oltre alla sua attività dal vivo che l’ha portata in tutta Italia, ha partecipato negli anni a molte trasmissioni televisive e radiofoniche. Tra le altre ricordiamo: Maurizio Costanzo Show, Stella con Maurizio Costanzo (SKY vivo); 610 (Sei uno zero) con Lillo & Greg (Radio 2); Barbareschi Sciock (La 7) – in veste di band residente per 12 puntate; Zelig off (Italia 1); Italia coast2coast (Rai 2).

guarda i Rimbamband su YouTube
www.rimbamband.it

 

giovedì 20 marzo 2014 (ore 21) – Auditorium GazzoliTERNI

JOSHUA REDMAN QUARTET
“WALKING SHADOWS”

JOSHUA REDMAN, sassofono   AARON GOLDBERG, pianoforte
REUBEN ROGERS, contrabbasso   GREG HUTCHINSON, batteria

JOSHUA REDMAN QUARTET WALKING SHADOWS

Joshua Redman, uno degli artisti più acclamati e carismatici del panorama jazz internazionale di oggi, nominato ai Grammy e considerato fra i più importanti sassofonisti del mondo, “…non ha rivali fra i contemporanei” (Jazz Times).
Il New York Times scrive di lui: “Joshua Redman è uno dei musicisti jazz più famosi degli ultimi 15 anni, non solo per la sua capacità naturale nell’improvvisare e nella sua capacità di guidare come band leader, ma anche per la sua disponibilità nel far conoscere il jazz ad un vasto pubblico”.
Figlio del famoso sassofonista Dewey Redman, a soli 10 anni imbraccia il sax tenore. Nel 1991 partecipa al Thelonius Monk International Jazz Saxophone Competition, vince la competizione e da allora comincia a registrare con Elvin Jones, Charlie Haden, Jack DeJohnette, Pat Metheny, Roy Hargrove, the Mingus Dynasty and Big Band, Red Rodney, Paul Motian.
Da McCoy Tyner a Kurt Rosenwinkle, Umphrey’s McGee, Derek Trucks, Roy Haynes, Brad Mehldau, e i The Bad Plus, Joshua Redman continua a collaborare con i più grandi musicisti, emergendo come moderna icona jazz dalla peculiare identità, con uno stile e linee melodiche inconfondibili.
Il suo ultimo disco Walking Shadows, prodotto dal grande pianista, amico e collaboratore Brad Mehldau e arrangiato con un complesso orchestrale, combina in modo eterogeneo, moderno e sperimentale tradizione jazz e interessanti interpretazioni di ballad vintage e contemporanee. Nasce così una varietà di generi e stili diversi, rivisitati in chiave jazz, dal carattere tanto volubile e irrequieto quanto a tratti incredibilmente sereno.
Il disco è un’ambiziosa ed eclettica miscellanea di brani, un lavoro che, oltre a pezzi inediti dello stesso Redman, di Mehldau e selezioni di grandi canzoni americane, include cover di Duke Ellington, Bach, Beatles e John Mayer.
Le melodie s’intrecciano in una fluida narrazione talvolta malinconica e meditativa che procede, come suggerisce il titolo dell’album ispirato a Macbeth, lungo un sentiero di luci ed ombre.
Il Joshua Redman Quartet, con Aaron Goldberg, Reuben Rogers e Gregory Hutchinson esegue classici del jazz e nuovi brani scelti e arrangiati dallo stesso Redman per il suo gruppo, assieme ad una selezione tratta dall’album Walking Shadows. Il risultato è una musica provocatoria e all’avanguardia, ma anche espressiva e melodica, dai forti legami con la tradizione jazz degli anni ’50 e ’60. I musicisti esigono energia e coinvolgimento da se stessi e dal pubblico, creando stili e atmosfere gioiose e celebrative.

ascolta Joshua Redman su iTunes
guarda Joshua Redman su YouTube
www.joshuaredman.com

 

giovedì 3 aprile 2014 (ore 21) – Auditorium GazzoliTERNI

RAUL MIDÒN
“INVISIBLE CHAINS”

RAUL MIDÒN, voce, chitarra, percussioni

RAUL MIDÒN INVISIBLE CHAINS

Un one-man band che trasforma “la sua chitarra in un’orchestra e la sua voce in un coro”. The New York Times.
Il songwriter e chitarrista Raul Midón ha conquistato una grande fama internazionale e si è affermato come una delle voci più singolari degli ultimi anni nella scena mondiale.
“Un eclettico avventuriero”, come definito dalla rivista People, Midón ha collaborato con maestri come Herbie Hancock e Stevie Wonder, partecipando alle registrazioni di dischi di Jason Mraz, Queen Latifah e Snoop Dogg, oltre alla colonna sonora di Spike Lee She Hate Me.
Nativo del Nuovo Messico e cieco dalla nascita, ha pubblicato sette album dal 1999, tra cui la hit State of Mind (Manhattan/EMI, 2005), A World Within a World (Manhattan/EMI, 2007) e Synthesis (Decca/Universal, 2009). Sua ultima pubblicazione è l’accattivante CD/DVD
Invisible Chains – Live from NYC (2012), che documenta un concerto in un pub di New York.
Voce da perfetto soul man, è stato molto influenzato da grandi del passato come Donny Hathaway, Richie Havens, così come Sting e Paul Simon.
Tuttavia la sua musicalità lo rende, come ha scritto l’Huffington Post, “un uomo libero da ogni categoria”.

 Da piccolo qualcuno gli disse che cecità significa non poter far questo o quello, ed è per questa ragione che Midón ha dedicato la sua vita ad abbattere gli stereotipi, solo con la sua voce e la sua chitarra.
In lui convivono una setosa voce da tenore e una chitarra dal suono pulito e docile, senza la minima sbavatura. Uno stile percussionistico, sincopato e fatto di soul, neo soul, jazz e musica latina; uno stile in cui basso, armonie e linee melodiche volano via dalle corde e sembra impossibile che siano solamente le due mani a produrle.
E se tutto ciò non fosse sufficiente, Midón improvvisa perfettamente con la voce una tromba jazz che accompagna la sua chitarra in modo unico, in una performance che è stata descritta così dall’autorevole Huffington Post: “egli suona con una libertà ed una gioia tali che perfino le sue mani sembrano sorridere…”.
L’imminente nuovo album di Midón vede il cantante-chitarrista aggiungere l’abilità di produttore e ingegnere al proprio portfolio, con l’uso di un complesso software speciale per non vedenti a comando vocale. Il progetto annovera collaborazioni con icone del soul quali Bill Withers, la cantautrice R&B Lizz Wright, il bassista jazz cameroniano Richard Bona e un giovane duo pop, i Bailen Bros. L’album include anche la partecipazione della cantante jazz Diane Reeves, quattro volte vincitrice dei Grammy.
Midón trae ispirazioni sonore da diverse culture, inglobando le percussioni del latino-americano e suonando il Charango, una piccola chitarra a dieci corde originaria delle Ande.
Egli stesso definisce il suo lavoro: “il più eclettico dei miei precedenti album, sarà dinamico e salterà da una parte all’altra… luoghi dove andare… going places”.

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www.raulmidon.com